Dalla sorgente alla foce, il percorso di un fiume

fiume_al_tramonto_spettacolareUn fiume è un corso d’acqua perenne, cioè mai completamente asciutto in nessun periodo dell’anno.

Il fiume segue sempre uno stesso cammino detto corso e scava un solco detto letto o alveo, delimitato da sponde o rive.

alveo (2)

La quantità d’acqua che trasporta un fiume  si chiama portata ed è una delle sue caratteristiche fondamentali. La portata non è mai la stessa ma si distingue in una portata massima (alveo di piena) e una portata minima (alveo di magra).

alveo di piena

La sorgente è il luogo in cui nasce il fiume e, di solito, si trova in montagna. Può essere una sorgente glaciale, cioè il fiume nasce dall’acqua che si scioglie in un ghiacciaio, oppure può essere il punto del terreno da cui escono uno o più rivoli d’acqua. Infatti quando sgorga dalla sorgente il fiume è in realtà un piccolissimo corso d’acqua (rivolo) che diventa più via via che scorre verso valle.

Nell’immagine seguente si vede la sorgente, segnalata dalla pietra, da cui nasce il fiume Po, il più lungo d’Italia. Ci troviamo sul Monviso, nella località Pian del Re.

sorgente-po

Ed ecco come, qualche metro più a valle, nella località Pian della Regina, il corso del Po diventa più impetuoso.

pian regina

Come si può notare dalle immagini precedenti, nel tratto iniziale del fiume, più vicino alle montagne e quindi più in pendenza, le acque scorrono più impetuose formando cascate e scavando gole. Il tratto iniziale di un fiume si chiama corso superiore.

Quando arriva a valle, il fiume rallenta perché la pendenza del terreno diminuisce. Questo tratto del fiume si chiama corso medio, e sebbene in misura minore rispetto a quando scorre nel corso superiore, il corso del fiume può presentare ancora qualche dislivello.

Infine, nella parte finale, detta anche corso inferiore, il fiume scorre ormai in pianura, non ha più la forza iniziale e procede lento verso la foce, formano ampie curve – anse o meandri – quando incontra un ostacolo.

La fotografia seguente raffigura il fiume Po che scorre nella pianura dell’Emilia Romagna

piana_po

Se un fiume si getta in un atro fiume si chiama affluente. Il punto in cui i due fiumi si incontrano si chiama confluenza.

In questa immagine si vede un affluente del Po, la Stura, nel punto in cui si getta nel fiume principale.

1-TorinoConfluenzaSturaFRBorraFRBorra

Quando un fiume entra in un lago è detto immissario, quando esce è detto emissario.

Il punto di arrivo del corso di un fiume nel mare è detto foce e può essere di due tipi, a estuario e a delta.

Se il fiume, incontrando il mare, si allarga e si divide in tanti rami più piccoli che attraversano un terreno pieno di detriti portati dal fiume fin lì, forma una foce a delta. Come quella del Po che sfocia nel mar Adriatico.

delta po

Invece, quando il fiume entra nel mare senza ramificarsi, ma allargandosi a forma di imbuto forma una foce a estuario. Come il fiume Arno nell’immagine.

foce arno

Per concludere ecco un’immagine che riepiloga le caratteristiche principali del corso di una fiume.

corso di un fiume

fonti immagini: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9


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